…Quando l’uomo fa la Pace

…Quando l’uomo fa la Pace

[…] Il ruolo dei maestri religiosi non si è limitata questione di pura spiritualità. Spesso essi hanno costituito una guida per il retto comportamento della società in questioni come la protezione ambientale. In molti territori, sono i boschi sacri preservati grazie ad un sistema di credenze religiose, che costituiscono le uniche foreste rimaste ed esse sono ben protette, non grazie ad un’attitudine commerciale di sviluppo sostenibile, ma grazie alla santità associata all’idea di non violenza verso tutti gli esseri viventi.

La via del Kami nello Shintoismo, la venerazione delle divinità Orixia tra gli Yoruba, la filosofia dei Sangoma, dei Nativi Americani, dei Maori o dei mistici prati originari abitanti dell’Australia, i guaritori delle popolazioni indigene dell’Africa, tutti condividono la visione che niente dovrebbe essere preso dalla natura senza chiedere il permesso ed il perdono, né alcun animale potrebbe essere cacciato e nessuna erba essere raccolta senza una tale preghiera. Anche se ora sono Cristiani, i tradizionali medici erboristi malgasci e le vecchie guaritrici di Tahiti seguono ancora questa regola. Fin tanto che i tradizionali concetti di santità insegnati dalle guide spirituali di queste società continueranno ad essere applicati, le loro foreste ed i loro boschi continueranno a prosperare. Il Bhagavata-purana ammonisce: “Che nessun filo d’erba venga strappato da terra”. Perché ciò sia, di nuovo, il guaritore tradizionale malgascio, taitiano, indiano, o indiano d’America non raccoglie alcuna erba dalla Madre Terra senza prima aver chiesto perdono con speciali preghiere. I preti Scintoisti, talvolta, vengono ancora invitati a celebrare cerimonie di riparazione e preghiere di perdono prima che 1 albero venga tagliato a Tokyo. Il bastone cerimoniale che viene dato ad un monaco Indù (swami) quanto prende i voti (forse parente del bastone di pastore del monaco Cristiano) non viene preso dalla pianta senza prima offrirle preghiere e chiedere il suo permesso. Né un bravo medico ayurvedico raccoglierà le erbe senza eseguire gli stessi rituali.

Credo Mutwa, il capo dei Sangoma Sud africani, ci racconta delle severe sanzioni che erano imposte a chi avesse inquinato un corso d’acqua o avesse commesso massacri arbitrari andando contro le regole che prevedevano l’uccisione di animali specifici in aree ristrette esistono alcune religioni formali in cui viene conservato l’insegnamento “Tu non taglierai nessun albero”. Si sa, ad esempio, che i Bishnoi sacrificano la loro vita per salvare un albero. Tre secoli fa, in un villaggio del Rajasthan, trecento donne e bambini abbracciarono gli alberi e furono insieme ad essi abbattuti da quelli che erano venuti a tagliare gli alberi per costruire un palazzo. I movimenti come chipto (aderitevi!) nell’Himalaya sono sorti proprio da fedi e sistemi di credenze religiosa di questo tipo, sia dei capi che della gente comune.

Vi è mai stata una conferenza, tra le diverse popolazioni di tutti continenti, per trovare o stabilire una tale unità di visione in tutte le diverse epoche, a tanti livelli diversi di sofismo culturale? Quale riunione di vecchi saggi del mondo ha deciso che la terra dovesse essere vista come una madre, indipendentemente Dalle parole che possono essere usate in qualsiasi lingua, per riferirsi a “terra” e a “madre”? Il sole può essere al femminile in arabo ed in giapponese, ma la terra è sempre madre, anche nel folklore della “(madre) patria”. Attraverso quale processo, le diverse popolazioni dei più lontani angoli del mondo sono arrivate a questi punti di accordo, e ciò senza la firma di nessun trattato internazionale e senza doverli imporre con forze di polizia o eserciti o sanzioni economiche e politiche. Tutto quello che dobbiamo fare è riconoscere il genio delle guide spirituali E della gente comune senza assoggettarli alla volontà di chi commercialmente E politicamente potente.

La loro fede farà il resto e ristabilirà e rafforzerà i sistemi tradizionali con la necessaria flessibilità per adattare le forme agli schermi mutati.

L’ispirazione è antica, perenne. Se questi aspetti più puri e profondamente spirituali della religione venissero esaminati riportati in vita nelle nostre pratiche educative, i problemi per i quali stiamo qui cercando una soluzione ci sarebbero di sorgere.

Come abbiamo già detto, sarebbe molto utile agli studenti di religione che cercano una guida per stabilire la pace, guardare ai passi che si ritrovano in una varietà di testi religiosi. Ad esempio, la dottrina Cristiana della creazione ex nihilo, potrebbe essere compresa scavando a fondo entro queste frasi:

Questo resoconto, eccolo

Adesso si propaga ancora, ora ancora sussurra, si diffonde, soffia ancora, ancora mormora, ed è vuoto sotto il cielo.

Ecco le prime parole, la prima eloquenza:

Non vi è ancora nemmeno una persona, un solo animale, un uccello, un pesce, un granchio, un albero, una roccia, una valle, un canyon, un prato, una foresta. Solo il cielo, da solo, é lì; la faccia della terra non è chiara. Solo il mare, da solo, si è radunato al di sotto di tutto quel cielo; non si è riunito nient’altro insieme.

Vi è riposo; non una singola cosa si muove. Tutto è trattenuto, mantenuto a riposo sotto il cielo.

Qualunque cosa vi sia che potrebbe essere, semplicemente non è lì: solo l’acqua che si è raggruppata, il calmo mare, esse soltanto, da solo, si è messa insieme.

Qualunque cosa che potrebbe essere, semplicemente non è lì: solo sussurra, si propaga nel buio, nella notte. Solo il Creatore, Modellatore unico, Sovrano Serpente Piumato…

E, naturalmente, vi è il Cielo, e vi è anche il Cuore del Cielo.

Questo è il nome del dio, come viene detto…

Popol Vuh, Trad.

Brano tratto da ‘Le Correnti Unificanti della Religione, di Swami Veda Bharati, presentazione in occasione del Millenium World Peace Summit of Leaders in Religions and Spirituality. Nazioni Unite – Agosto 2000